Parole in più nel web: ce ne era bisogno?

Word press mi suggerisce: “Questo è il tuo primo articolo. Se desideri, usa questo articolo per dire ai lettori perché hai iniziato questo blog e cosa intendi farne.”

E dici poco, no? Giusto così, una frivolezza per iniziare. E che gli dico, ora?

La verità (anima Asperger). In realtà non volevo creare un blog, non ci ho mai pensato ( e già qui dovreste capire lo stato della mia salute mentale!). Non sono così social (FB aperto qualche anno fa e poco aggiornato; no Istagram, no Twitter..). Però avevo bisogno di scrivere, a me stessa, innanzitutto, per ritrovarmi: per lenire il dolore, ricordare i sorrisi, attenuare la fatica, scorgere un cammino e volerlo percorrere tutto, fino in fondo, come sempre in volata, vada come vada.

Per me, che ho attraversato la vita di corsa e con la inattaccabile certezza che mi sarebbe comunque andata bene; per  mio figlio grande, che a meno di 16 anni  si è autodiagnosticato di essere Asperger visto che nessun altro ne capiva una seppia di cosa gli stesse succedendo; per mio figlio piccolo, che vive in una casa caotica, ad alta tensione, ci riempie di dolcezza e risate e quando sarà più grande ne capirà il perchè; per tutti quelli che ci amano e ci hanno amato, nella nostra diversità e imprevedibilità. Per noi, neuroticipi, neurodiversi, Asperger e iperattivi, che siamo dentro ma non del tutto e mai fuori abbastanza.

La scrittura mi ha accompagnato e salvato in tutti i momenti difficili della mia vita (quando ero felice e spenseriata avevo da fare ben altro che scrivere: non sono mai stata una scrittrice di gioia, purtroppo, ma quando ero triste potevo passare notti intere a scrivere: non mi stancavo mai).  Da piccola avevo notato questa caratteristica (scrivevo tanto, non dico bene, solo quando ero in preda a qualche crisi mistica) e avevo iniziato a dubitare del mio sogno: fare la scrittrice. Avrebbe significato, per poter scrivere, dover essere sommersa da un mare di sfighe, dolori, tragedie… e allora anche no, grazie. Poi ho smesso del tutto. Sopraffatta dalla intensità della mia vita, ho abbandonato quello che per me era una compagna ed un supporto. Per vivere, o sopravvivere..chissà…

Ma erano mesi che volevo scrivermi, e stasera ho pensato: quello che vivo io, ora, è simile a quello che vivono centinaia di genitori. Condividiamolo. Magari può aiutare a non sentirsi soli.  Può aiutare a ridere di noi, a capire che il mondo è veramente un gran casino e la vita è molto più complessa e sorprendente della scatola di cioccolatini di Forrest Gump.

Pianeta mamma cerca una comuncazione con pianeta figlio, direzione Galassia Asperger.